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Scorrano Piazza Municipio, 1
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 Località: Scorrano Piazza Municipio, 1 - Scorrano 
  • altitudine: 96
  • popolazione: 6200
  • Zona Geografica: Adriatica
  • telefono: 0836 - 460114

Secondo la tradizione, Scorrano ha origini romane, essendo stato fondato dal centurione Marco Emilio Scauro. Fu ducato dei Frisari dal1686 fino alla abolizione della feudalità nel 1806
 » Informazioni e curiosità
L'origine romana del paese, accreditata dalla tradizione dotta, è sempre stata accettata e mai messa in dubbio. Si crede che Marco Emilio Scauro, console romano, abbia fondato Scorrano, ma tale affermazione si fonda su elementi non tutti sufficientemente probanti sul piano scientifico: lo stemma civico, l'etimologia del nome, l'urbanistica antica. Non un reperto archeologico o, almeno, una citazione diretta o indiretta delle fonti antiche. Al contrario, il territorio è interessato da diverse presenze archeologiche che ne testimoniano inoppugnabilmente la frequentazione umana a partire da un periodo che va dal tardo eneolitico fin quasi alle soglie dell'età moderna. Il menhir Cupa, il ripostiglio di bronzi del fondo "Pezzate", la grotticella sepolcro del bosco "Pecorara", due epigrafi messapiche coi frammenti di trabeazioni e di altri elementi architettonici, tombe medioevali, un'epigrafe tardo-bizantina, i frantoi rupestri, un tesoretto di 55 monete d'argento del fondo "Calò", sono tutti elementi che confermano tale ipotesi, anche se nessuno si riferisce alla zona abitata. Più puntuali i riferimenti toponomastici e religiosi che raffrontati a quelli archeologici e storiografici, farebbero ritenere più plausibile una origine bizantina; sarebbe quindi probabile che Scorrano, sorto come centro rurale fortificato, abbia mantenuto tale caratteristica per secoli, favorito in questo dalla sua posizione topografica "più eminente" e, forse, dalle avverse fortune della vicina Muro. Le notizie più antiche che possediamo ce lo dicono di fede "ghibellina" poiché si schierò con la casa di Hohenstaufen al momento dell'invasione angioina: Angelo e Pietro, baroni svevi di Scorrano, furono impiccati con altri nobili salentini fedeli alla famiglia imperiale nel castello di Gallipoli, capitolando per fame dopo sei mesi di resistenza, nel 1268. Al pari di altre terre e casali fu concesso, come bottino di guerra, ai partigiani di Carlo d'Angiò. Sullo sfondo poi delle vicende politiche, belliche e dinastiche che per lunghi secoli caratterizzarono il Regno delle due Sicilie, Scorrano seguì la sorte degli altri piccoli feudi meridionali. Lo troviamo così assegnato, nel 1291, a Pietro de Noha; alla metà del '400 è venduto da re Ladislao a Buzio de'Tolomei e da questi passa al figlio Salvatore. Un secolo dopo entra sotto il dominio dei Gonzaga di Mantova, in quanto principi di Molfetta, che lo cedono nel 1589, insieme con la contea di Alessano, ad Ettore Brajda. Ma alla fine del secolo XVI risulta proprietà dei De Balzo e subito dopo dei Maramonte. Passa quindi ai Trani, ai Milazzi e, il 18 agosto 1686, è acquistato per 22000 ducati dalla famiglia Frisari che lo terrà (dal 1725 col titolo ducale) fino all'abilizione della feudalità. Come si nota la sua vicenda storica fu caratterizzata da un vivo interesse sia da parte di alcuni grandi famiglie feudali, sia della stessa corona napoletana. Nel 1463 si dice che fu visitato da re Ferrante d'Aragona (nel momento in cui riuscì ad impossessarsi del Principato di Taranto, all'indomani della eliminazione premeditata di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo) ed esentato da alcuni balzelli imposti dal principe di Taranto e, nel 1549 certamente, da Bona Sforza, futura regina di Polonia. Partecipò alla guerra otrantina e, pare, ne rimase oltraggiato subendo un asalto turco (vi si conservano ancora alcuni proiettili di bombarde, lanciati contro le sue mura, presso la facciata di palazzo Veris e ai piedi della colonna di San Domenica). Nel 1481 però doveva essersi già ripreso, se poteva ospitare alcuni dei capi dell'esercito aragonese che muovevano alla riconquista di Otranto. Nei secoli seguenti la sua storia è caratterizzata da avvenimenti di interesse quasi esclusivamente interno, il maggiore dei quali consiste nel progressivo mutamento dell'aspetto urbano, con la costruzione dei più importanti edifici religiosi e civili. Si delinea così un nuovo volto urbano che renderà Scorrano uno dei centri abitati più interessanti di tutto il Salento, sia per l'impianto urbanistico, rimasto sostanzialmente medioevale, che per l'aspetto architettonico.
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