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Castello di Martano Via Pomerio, 0
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 Tipologia Risorsa Turistica:
 Castelli, Torri

Accessibilità: Via Pomerio angolo via Marconi
 
Riedificato nel XV sec. su impianto medievale, si presenta con due torri cilindriche, una delle quali ben conservata. Sede di manifestazioni culturali.
 » Informazioni e curiosità
Ai margini del nucleo antico, l'impianto originario risale a fortificazioni medievali difficilmente rintracciabili a seguito delle vicende storiche di cui fu teatro. Nel 1373, infatti, Martano, di proprietà di Rinaldo Sambiasi, è un casale non fortificato e poco protetto dal fossato, secondo lo schema del villaggio bizantino aperto. Nel 1480 fu distrutto dai Turchi. Ricostruito dopo la riconquista aragonese di Otranto avvenuta nel 1481, il Castello presenta le forme tipiche delle fortificazioni aragonesi, con l'uso di torri cilindriche e muri a scarpata. La particolarità è la sua aderenza al tessuto urbano presistente, in continuità con la residenza privata. Le trasformazioni
dei secoli '600 e '700 non provocano profonde alterazioni tipologiche, cambiandone solo la destinazione d'uso in residenza baronale. La pianta ha una corte interna accessibile da un androne coperto, che conduce al piano superiore. La facciata seicentesca su via Marconi, ad opera di Francesco Manuli, è simile per linguaggio architettonico e proporzioni al palazzo baronale di Melpignano con otto alte finestre incorniciate, un coronamento a pilastrini piatti sormontati da una cornice che ne segue il profilo, il portale in asse con l'apertura superiore decorato con cuscinetti inclinati. La facciata settecentesca su via Pomerio, ricostruita su disegno del martanese Tommaso Pasquale Margoleo, riprende l'ordine superiore di quella su via Marconi, con sette finestre, di cui quella centrale scalata ad individuare l'ingresso, e lo stesso coronamento superiore.
Delle sette torri da cui era segnata la cinta muraria due sono quelle rimaste: la prima a sinistra del Castello, nell'800 detta "Nìvera" (forse custodiva la neve) è il classico esempio di torre aragonese divisa in due registri da un cordone a toro, con tre saettiere sul coronamento decorato con beccatelli; la seconda, su via Marconi, recintata da un alto muro e divisa da un cordone a toro, è decorata in alto da archetti e beccatelli.
All'interno gli ambienti con coperture voltate a botte, a squadro e padiglione, sono collegati da una scala con ringhiera in pietra leccese riccamente lavorata.

In estate ospita la mostra dell'artigianato.

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